Ho sempre pensato che una traduzione valida di qualsiasi testo debba saper interpretarne correttamente il cosiddetto "cuore nascosto": cos'è il "cuore nascosto" di un testo? E' quell'elemento, quel "quid", nascosto fra le righe, che, più di ogni altra cosa ci permette di percepire l'anima, il sentimento, il "cuore" appunto, con il quale tale testo è stato espresso, in altre parole l"essenza" del testo. Molto spesso tale "cuore" non è immediatamente identificabile, ma si può risalire ad esso tramite una propria capacità di "identificazione" ed "empatia" con il testo da tradurre, e, in quanto questa un'operazione che si basa soprattutto su quello che è un elemento di sensibilità soggettivo, essa potrebbe eludere da quella che potrebbe essere una mera identificazione dello stile di scrittura usato, la quale traduzione pedissequa potrebbe, a volte, snaturare l'elemento di originalità previsto dalla mente creativa dell'autore; ogni lingua ha dei suoi significati intrinseci, che tradotti parola per parola in un'altra, senza un'adeguata spiegazione, potrebbero non avere quell'elemento di comunicazione immediata originariamente inteso. E' soprattutto lo stimolo di una mente curiosa, tesa nel voler andare al fondo delle cose, quello che potrebbe essere il miglior alleato, in quest'operazione, e la consapevolezza sensibile del fatto che, a volte, certe barriere "linguistiche" devono essere aggirate, per esprimere al meglio l'universale condivisibilità di qualsiasi messaggio letterario.
Commenti
Posta un commento